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Domenica 30 Gennaio alle ore 16 presso l’ex opificio CAOS a Terni, in seno alla rassegna di film di montagna e di esplorazione “Vette in Vista“, verrà presentato il nostro reportage documentativo “Le grotte di ghiaccio della Romania” realizzato da Culture Sotterranee di Terni per il progetto di esplorazione geografiche in Romania “Progetto Cucuteni” di Roma composto da Daniel Paharnicu, Pietro Cortellessa, Alessandro Luciano, Dorina Testi, Flavio Oliva.
Il progetto diviso per fasi, prevede l’esplorazione e lo studio di alcune importanti aree carsiche della Romania (vedi ns. precedente articolo). In questo primo reportage siamo entrati in due importanti grotte che conservano nel loro interno degli imponenti ghiacciai fossili risalenti all’ultima glaciazione, studi sulla stratigrafia del ghiacciaio stanno svelando come era l’atmosfera e la vegetazione della terra 3000 anni fà.
Le suggestive immagini di questi ambienti surreali sono state rese possibili dall’attenta organizzazione della spedizione, curata dal team Cucuteni che è riuscita a trasportare l’attrezzatura da ripresa nelle più remote terre della Romania. Appuntamento quindi a “Vette in Vista” alle 16 presso l’ex opificio CAOS di Terni.
Foto di Daniel in grotta

Un interessante sito austriaco mette a confronto diversi modelli di illuminatori commerciali di vari costruttori, manca però il Mastrel nazionale, che sono sicuro non sfigurerebbe di fronte gli altri.
Il confronto, veramente elementare, va preso con tutti suoi limiti nel dare un giudizio complessivo del frontalino in esame. La comparazione viene eseguita scattando una foto di una parete di un ambiente ipogeo illuminato di volta in volta con i differenti illuminatori. La pagina web è divisa in due per permettere all’utente di confrontare i diversi modelli tra loro.
Nella parte alta di ogni foto viene indicato il consumo espresso in watt.
Non viene fatto uso di un luxmetro ma comunque questo test è un buon punto di partenza.
Buon divertimento.
Clicca la foto per andare al sito.

Gli esperimenti non finiscono mai..gli sperimentatori talvolta.
Quando questo led mi è arrivato tra le mani con su scritto che genera un flusso di oltre 3000 Lumen , mi è venuto da ridere sia per le sue dimensioni che per la potenza, per questo lo abbiamo battezzato monster-led.
Eccolo qui:

Le dimensioni contano

Le dimensioni contano
Esso è un potente led da 50 watt fatto a matrice di singoli led. Sviluppa un flusso luminoso di 3600 Lumen per il warm-white e 3800 per il cool-white e un sacco di calore che deve essere dissipato.
Ha le dimensioni giuste per essere inserito nei frontalini DuoPetzl con l’aggiunta di opportuni fori di areazione sul retro.
Ecco le foto del primo prototipo:
Prototipo con il super led
Per lo smaltimento del calore useremo dei dissipatori attivi a micro ventole dello stesso tipo di quelli che si usano nei i microprocessori dei computer.
Va detto subito che questi impianti non sono per la progressione, hanno un autonomia di appena un’ ora, servono piuttosto per le riprese video in grandi ambienti oppure usati come flash o “pennelli di luce” per le foto.
Ma non è tutto.
I caschi con gli spavento-led saranno muniti di minuscoli ricevitori radio in grado di far accendere il “mostro-led” alla massima luminosità solo quando l’operatore alla macchina da ripresa dà il ciack e spegnerli subito dopo. Ciò permette al regista di evitare di cacciare urla spaventosi agli speleo che stanno progredendo per far loro accendere o spegnere il proprio led, ciò permette di risparmiare batteria, per gli speleo avere più concentrazione sulla progressione, rendendo le scene più naturali.
Quando sarà pronto? Diciamo entro l’anno..ci stiamo lavorando, siamo in pochi e facciamo anche altre cose….ma appena sarà completo faremo dei video demo con tanto di ustione stigmate sulla fronte del malcapitato:):):)..a proposito si cercano volontari.
Un ultima cosa: esiste pure lo spavento-led da 100 watt…ma non l’abbiamo ancora comperato, presumo che sia come avere un ferro da stiro attaccato al lobo frontale della testa….comunque vedremo..
Impianto con il mostro-led acceso
Pacco batterie del mostro-led

Siamo appena rientrati dalle Alpi Apuane, dove abbiamo partecipato alla prima giornata della campagna di rilievo della grotta del Corchia, organizzata dalla Federazione Speleologica Toscana che si è svolta nelle giornate dell’11 e 12 dicembre.
Lo scopo principale di questo ciclopico lavoro che è appena iniziato, è stato quello di aggiornanare la topografia di questo imponente sistema carsico che con i suoi 53 km è il più esteso d’Italia.
Il rilievo riguardava alcune parti mancanti e la verifica di alcune parti rilevate in passato, ma che presentano incongruenze topologiche, come i rami dei Fiorentini una parte del Farolfi e ancora alcuni rami importanti del Fighiera e i rami Prelovsek, zona fondo e tante altre.
Tanti, tantissimi speleologi si sono dati appuntamento a Levigliani all’ormai celebre Locanda Vallechiara, dove il preparatissimo Leonardo Piccini e Bruno Steinberg hanno coordinato le operazioni di assegnazione delle zone da rilevare.
Sono state organizzate numerose squadre che iniziando dalla notte di Sabato, si sono addentrate nel complesso carsico più esteso d’Italia.
Il sottoscritto e Simona Menegon di Culture Sotterranee eravamo in squadra insieme al bravo Andrea Orazietti (CS Speolo di Fucecchio (FI) che conosceva la zona molto bene e a una presenza inaspettata per noi ma non per il Corchia: Giovanni Badino.
La zona assegnata per il rilievo era il ramo che conduce al fondo del Corchia.
Mentre noi stavamo svolgendo le operazioni di rilievo Giovanni Badino è andato sul fondo a rilevare le temperature al lago-sifone.
Per il rilievo della zona a noi assegnata, abbiamo usato il DistoX abbinato ad un PC palmare con PocketTopo integrato.
L’uso combinato di questi strumenti ci ha permesso di effettuare il rilevo molto dettagliato e veloce e sopratutto di uscire dalla grotta con il risultato delle battute già disegnato e pronto per la stampa.
Durante l’uscita c’è stato un fuori programma, un falso allarme di incidente in grotta aveva provocato una grande agitazione all’esterno, il Soccorso Spelelogico Toscano è stato allertato ed ha mandato alcune squadre all’interno per avvisare i gruppi che stavano lavorando ai rilievi, invitandoli ad uscire solo per rassicurare le famiglie dal momento che potevano essere state allarmate dalle notizie nel frattempo sono stete diffuse dai mezzi di informazione.
Tutto comunque è andato bene.
Questo non è stato che l’inizio di un lavoro che proseguirà nei prossimi mesi per aggiungere altri pezzi mancanti alla conoscenza e la comprensione dei segreti che ancora racchiude il monte Corchia.
Ringraziamo la Federazione Speleologica Toscana che ci ha dato la possibilità di lavorare a questo importante progetto e l’ottima organizzazione resa possibile dai coordinatori del progetto.
A breve pubblicheremo foto e filmati della giornata.
Nota: Durante la cena del Sabato non è mancata l’occasione di ricordare i nove speleo scomparsi 20 anni or sono nella valle della Chiusetta travolti da una valanga di neve dopo l’uscita da una grotta sul Marguareis.
Un brindisi in piedi e un pò di silenzio per loro e per il nostro ricordo.

Leonardo e Daniela

Leonardo e Daniela

Bruno Steinberg

Bruno Steinberg

Preparativi

Preparativi

Badino

Badino

SPELEONOTTE – le immagini

Dopo una pausa tecnica per “lavori edili in corso”, riprendiamo la nostra attività speleologica pubblicando alcune immagini dell’evento Speleonotte che si è svolto nella notte a cavallo tra il 17 e 18 Luglio a San Erasmo di Cesi a Terni.
Un esperimento ben riuscito per comunicare la speleologia anche ai non esperti del settore grazie sopratutto agli speleo che sono intervenuti raccontando con parole e immagini le loro esplorazioni nelle grotte intorno al mondo.
Una partecipazione sopra le aspettative, moltissime le presenze di pubblico e di speleo sia come singoli che come gruppi.
Una partecipazione che ci ha incoraggiato ad andare avanti nonostante alcune difficolta.
Speleonotte è stato organizzato dall’associazione Culture Sotterranee, Il Gruppo Speleologico Terre Arnolfe, la ProLoco di Cesi e la II Circoscrizione e dall’aiuto fondamentale degli sponsors senza i quali non ce l’avremmo fatta.

Tra qualche giorno avrà inizio SPELEONOTTE 2010 prima edizione, un appuntamento da non mancare sia per chi ama la speleologia sia per chi di speleologia ne sa poco o nulla.
Una intera notte dal tramonto all’alba con i protagonisti della speleologia italiana.
Un giro intorno al mondo alla scoperta di questi fantastici ambienti sotterranei e a raccontarlo saranno loro, gli esploratori che con le loro immagini e racconti ci porteranno dentro questi luoghi meravigliosi.
Andremo in Messico dentro Naica la grotta dei cristalli giganti, poi in Russia a vedere Krubera la grotta più profonda del mondo e ancora in Romania con le sue grotte di ghiaccio, poi torneremo a Roma dove ci sveleranno alcuni misteri del sottosuolo della nostra capitale. Si parlerà anche di orchi, streghe e di come nascono le leggende. Andremo anche nelle grotte sott’acqua a capire come vengono esplorate e quali rischi si corrono.
Una notte intera dove si alterneranno anche due gruppi musicali: la Concabbanda e gli Eldar entrambi di Terni, fino a salutare il nuovo giorno con il suonatore di Didgeridoo Stefano Maria Crocelli.
Per l’occasione verrà aperto anche l’osservatorio astronomico di S. Erasmo e ci verranno a trovare gli amici dell’associazione astrofili ternani che ci indicheranno le stelle più importanti sopra le nostre teste.

L’appuntamento a SPELEONOTTE sarà a S. Erasmo di Cesi ore 20,30 di sabato 17 Luglio.
Portate una coperta per sedervi per terra, una pila per gli spostamenti e le persone con cui stai bene, al resto ci pensiamo noi.
Il programma è qui:
www.speleonotte.blogspot.com

…Quando gli altri usano contro di te l’arma della diffamazione per denigrare la tua persona e la tua storia.

Quando gli altri usano lo strumento della menzogna per cambiare fatti e circostanze.

Quando i tuoi vecchi amici preferiscono voltarsi dall’altra parte per poter avere ancora un piatto di minestra dagli infami,

quando succede tutto questo, allora sei nel giusto e devi andare solo avanti senza neanche voltarti, perchè non hai perso nulla……

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di stima e di coraggio del GSTA di Cesi che non si è fatto influenzare da alcune spiacevoli vicende di condizionamento e diffamazione avvenuti lo scorso 15 Giugno a Terni.
Il GSTA come noi risulta più determinato che mai ad andare avanti.

rinnovo collaborazioni

Continuano le proiezione del documentario “IL MISTERO DELLE ACQUE DI STIFONE” e continuano anche le critiche favorevoli a questo lavoro di ricerca ed esplorazione che ha visto la collaborazione di tanti speleologi e ricercatori.
Stavolta siamo stati invitati dal Comune di Configni che ha nel suo comprensorio diverse grotte ed una in esplorazione dal GSS di Magliano Sabina. La proiezione ci sarà Sabato 29 Maggio alle 17,30 presso la sala consigliare del Comune di Configni. Il paese è piccolo e molto carino e si mangia pure bene, siete tutti invitati

Le sorgenti di Stifone nude

Le sorgenti di Stifone di Narni visibili grazie alla diminuzione temporanea del livello dell’invaso. Una spettacolare sequenza sorgentizia che Culture Sotterranee insieme all’Università di Perugia, Urban Divers di Todi e il GSS di Magliano Sabina hanno esplorato e documentato
A Stifone di Narni il livello dell’invaso era sceso di 7 metri perchè stavano facendo manutenzione alle opere idrauliche di valle, una operazione che non avviene spesso: diciamo quasi mai.
Tanto è bastato per mettere a nudo le sorgenti di Stifone. Una spettacolare sequenza di risorgenze tutte collegate alla stessa fonte idrica.
Culture Sotterranee sta continuando lo studio, l’esplorazione e la documentazione del sottosuolo narnese, nel frattempo abbiamo girato queste immagini per voi e per quelli che ancora non hanno ben capito l’importanza speleologica di questo complesso sorgentizio.

C’è dell’incredibile in quello che siamo riusciti a filmare.
Imponenti stalagmiti di ghiaccio trasparente alte 7 metri che formano labirinti senza fine su gigantesche sale.
Sulle loro sommità vaschette pensili di acqua cristallina che congelavano gli schizzi dello stillicidio formando delle corone di pisoliti di ghiaccio sul loro perimetro.
Emergenze trasparenti come cristallo dalle forme bizzarre giacevano sul pavimento piatto e lucido del ghiacciaio.
Un ambiente surreale dove l’eco dei nostri ramponi che fendevano il ghiaccio durava tantissimo e ti lasciava immaginare quando grande fosse la sala.

Un posto a metà tra la casa di Superman e Naica.

Eccoci qua, di ritorno dalla prima ricognizione documentativa presso due ghiacciai fossili che si trovano in due grotte sui monti Apuseni, un ramo dei più noti monti Carpazi Occidentali.

Siamo rimasti tutti affascinati della bellezza di queste grotte che hanno la particolarità di avere nel loro interno ciò che resta dell’ultima glaciazione, un ghiacciaio fossile vecchio più di 3000 anni.
Un dinosauro di ghiaccio che giace li immutato da millenni sul fondo della grotta dove le condizioni climatiche favorevoli della cavità lo mantengono (ancora) in vita. Ho messo (ancora) tra parentesi perchè anche lì il riscaldamento globale sta malignamente fondendo alcune parti del ghiacciaio.
La spedizione organizzata in seno al Progetto Cucuteni, promosso da alcuni soci dell’associazione speleologi romani e che aveva meritato il primo premio Ferrino Expedition 2009 ha come obiettivo la documentazione e l’esplorazione di alcune cavità di interesse scientifico e speleologico della Romania.

Purtroppo ora non posso farvi vedere ancora niente perchè non ho ricevuto le autorizzazioni alla pubblicazione dall’ente scientifico rumeno che coordinava le ricerche.

Una cosa è sicura: presenteremo il reportage video a SPELEONOTTE la notte bianca della speleologia il prossimo 17-18 Luglio a CESI di Terni

http://www.speleonotte.blogspot.com/

Vi aspettiamo tutti numerosi

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