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Un cerchio in grotta a Narni

La storia dei cerchi in grotta ci aveva interessato fin da dalla scoperta fatta presso Grotta Imbroglita presso il comune di Veroli (Fr) dove lo Speleo Club di Roma ha condotto degli esperimenti per verificarne la genesi.
Successivamente anche in altre grotte tra cui anche nella Grotta di Monte Piccolo a Sant Oreste di Roma sono stati ritrovati questi curiosi fenomeni ipogei che si caratterizzano dall’avere in comune una forma circolare talvolta così perfetta da far pensare all’intervento dell’uomo.
Pensavamo che fossero fenomeni rari fino a quando non ne abbiamo o pensiamo di averne fotografato uno in una grotta nei pressi di Narni.

Durante un esplorazione a ben 60 metri di profondità sul fondo di una strettoia, Gianni Todini del Gruppo speleologico di Magliano Sabina mi chiede di fotografare un curioso “disegno” stampato su di una roccia calcarea.

I colori sono quelli dell’ocra e i cerchi sono concentrici. Il diametro è di circa 20/25 cm, ed appena sopra quei strani cerchi c’è un altro “disegno” che a me richiama la forma di un animale con tanto di occhio muso e corna.
Qualcuno dirà che sono opera dell’uomo piuttosto che uno scherzo della natura?
Noi ci fermiamo a considerarli cerchi in grotta tantè che abbiamo già inviato le foto al nostro amico Giorgio Pintus dello Speleoclub di Roma per una loro valutazione.
Cerchio in grotta

Ci aveva provato l’inglese Phil Underwood che ha aveva costruito SAP
poi è stata la volta dell’americano Sean D’Epagnier che ha progettato DUSI the Digital Survey Intrument. Ma a vincere la “battaglia” degli strumenti di rilievo topografici integrati è stato lo svizzero Beat Heeb che con il suo DISTOX ha realizzato un eccellente upgrade hardware trasformando un commercialissimo distanziomentro laser della Leica in uno strumento che integra le funzioni di bussola digitale e inclimometro oltre a quelle di distanziomentro trasformandolo in un potente strumento per il rilievo ipogeo.
Un lavoro da professionista, come lo è sicuramente Mr Heeb che conosce molto bene il mondo dell’elettronica del software e naturalmente quello della grotta; infatti è uno speleologo.
Ma cos’è il DISTOX?
Innanzitutto va detto subito che bisogna avere prima un distanziometro laser, non uno qualunque ma il LEICA DISTO A3 poichè la modifica dello svizzero funziona solo su questo tipo di strumento.
E poi?
Si manda un email allo svizzero chiedendo un upgrade per DISTO A3 gli si pagano 180 euro (su di un conto svizzero :) ) e dopo qualche giorno arriva, in una busta gialla, una schedina con sopra qualche componente elettronico, delle viti e dei fili. Si monta il tutto seguendo le istruzioni in italiano scaricabili dal suo sito.
Ma non è finita.
Il distanziomentro così modificato misura la distanza, l’inclinazione e la declinazione e poi li trasmette via bluetooth ad un PDA con sopra installato il software POKETOPO (sempre scritto da Mr Heerb) per la loro visualizzazione in forma numerica o direttamente come poligonali.
In verità fa molte altre funzioni che non sto qui ad elencarvi alcune delle quali non sono riportate sul manuale d’uso.
Noi ne abbiamo acquistato uno e lo stiamo provando con buoni risultati, rilievo velocissimo ma attenzione all ‘influenza magnetica della ferraglia che portiamo addosso (moschettoni, maglie e attrezzi), grado di precisione dipende dalla bontà della calibrazione e comunque si aggira sul +/- 1 grado.
Alcuni speleo inglesi lo stavano provando dall anno scorso segui leggi i loro post qui.
Il DISTOX manderà in pensione bussola, clinometro fettuccia e taccuino?
Saranno i speleologi che vanno in grotta e che hanno già fatto i rilievi a dire se lo strumento DISTOX sarà l’evoluzione del rilievo ipogeo.

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Si è appena svolto presso la prefettura di Lucca il primo convegno Italiano sul NONEX. E’ stato interessante vedere quante altre applicazioni questo prodotto ha nel settore scientifico piuttosto che negli scavi.
Si è parlato anche delle normative che regolano l’acquisto, il trasporto e l’uso del prodotto.
Requisito minimo per l’acquisto e l’uso; Porto d’armi anche ad uso sportivo e denuncia alle autorità di pubblica sicurezza entro le 36 ore dall’acquisto, registro d’uso consigliato.

C’erano tutti e non potevano mancare gli speleologi.
Noi eravamo andati per avere alcune informazioni tecniche per l’uso del Nonex in ambiente sommerso (profondità di azionamento e grado di impearmeabilità).
Oltre a noi c’erano anche i nazionali del GLD del Soccorso Alpino e Speleologico.
Chiacchierando con il responsabile nazionale Franco Cuccu e spiegando quello che stavamo facendo sul fronte della speleologia esplorativa  ci siamo lasciati con un impegno di risentirci per verificare la possibilità di normalizzare alcuni strumenti di scavo di ausilio nella speleologia di soccorso.

Ritornando al Nonex come sempre c’è chi ne parla, c’è chi ne parla senza neanche conoscerlo, chi lo conosceva da sempre (in italia è apparso nel 2008 n.d.r.) e chi lo usa come noi e come il nostro amico Claudio Bratos del gruppo JOSPOTtrst che ha fatto un interssante scoperta in una grotta considerata orrmai senza sorprese.

Sala della prefettura di Lucca

Sala della prefettura di Lucca

A sinistra alcuni membri del GLD

A sinistra alcuni membri del GLD

Proveremo presto in grotta questo gioiello della tecnologia.
Una batteria a Idrogeno comunemente chiamata fuel-cell o cella a combustibile, che trasforma l’idrogeno in energia elettrica producendo acqua.
Compatta e di piccole dimensioni essa si collega ad una bomboletta di idrogeno (idruri metallici per la precisione) di diverse capacità (pensate che quella da 20 lt è grande meno di uno stick di deodorante).
Grazie alla collaborazione tra l’azienda milanese H2PLANET (www.h2planet.eu) pionera di questa tecnologia e CultureSotterranee (leggi l’articolo), avremo la possibilità di avere una cella custom realizzata per le noste esigenze.
Va detto subito che la tecnologia benchè conosciuta dai tempi delle missioni spaziali è nuova e va testata.

La potenza della batteria di nostro interesse, per ora si aggirano intorno i 100 watt  per un peso complessivo di 900 grammi,  ma si sa la tecnologia progredisce aumentando le prestazioni e diminuendo i prezzi.
Noi proveremo l’autonomia, la potenza erogabile (di picco e a regime), la robustezza nel trasporto, l’influenza delle condizioni ambientali sull’erogazione il tutto in grotta.
Ecco la prima foto della sola cella a combustibile che stanno preparando per noi.

DSCN3818

Stack cella a combustibile

Continuano le ricerche a Stifone.
I geologi coordinati dal dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Perugia stanno facendo degli studi per verificare se il sistema di faglie che attraversa la gola di Stifone sia la struttura profonda che funge da canalizzatore delle acque.
L’ipotesi che stanno avvalorando prevede che le faglie, in particolare una, quella che va da Stifone e passando per Borgheria di Narni e si inabissa verso il monte Cosce, sia una sorta di collettore sotterraneo che raccoglie le acque dell’area circostante Stifone per poi convogliarle verso un circuito preferenziale di orientazione Nord-Sud.
L’antica leggenda che racconta di misteriosi fiumi sotterranei che di tanto in tanto fanno riemergere a Stifone oggetti smarriti in grotte lontane potrebbe avere un fondamento di realtà.
La ricerca esplorativa coordinata da Culture Sotterranee con la collaborazione dall’attivissimo GSS di Magliano Sabina e dai fortissimi sub dell’Umbria Sub di Todi sarà presto raccontata nell’imminente uscita del documentario “IL MISTERO DELLE ACQUE DI STIFONE”

Il NONEX è legale?

Pubblichiamo volentieri una nota ricevuta dalla NONEX Italia in risposta a una richiesta di chirimenti legali e normativi sull’utilizzo del prodotto che vende.
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Pozzo Miesole: I nuovi rami

Non è la grotta di Frasassi, ma sono i rami nuovi di pozzo Miesole, nel comune di Configni (RI) scoperti lo scorso anno dall’attivissimo GSS di Magliano Sabina.
Insieme a loro abbiamo spinto pesanti batterie e grossi illuminatori nell’asfittico meandro fangoso che separa la sala principale dai nuovi ambienti per illuminarli bene. Tanta fatica ma ne è valsa la pena.
L’occasione è stata quella della prima pubblicazione fotografica di questa ed altre grotte scoperte dal GSS di Magliano Sabina che prossimamente si appresta a realizzare.
Una pubblicazione fotografica che sono il risultato dell’intenso lavoro di questo giovanissimo gruppo speleologico che si sta ponendo al vertice delle esplorazioni sul territorio laziale e umbro.
Culture Sotterranee e GSS collaborano su progetti di ricerca, esplorazione e documentazione principalmente su ambienti ipogei.
Il filmato completo sarà disponibile anche come contenuto extra sul prossimo documentario prodotto da Culture Sotterranee “IL MISTERO DELLE ACQUE DI STIFONE”.

Provato il NONEX

Lo abbiamo provato insieme ai tecnici della NONEX e siamo stati i primi in Italia a farlo in ambito speleologico.
Ospiti del Gruppo Speleologico Terre Arnolfe di CESI , i tecnici della NONEX ci hanno mostrato come funzionano queste microcariche che potrebbero rappresentare un valido ausilo da scavo sia per chi fa speleologia esplorativa o di soccorso.
L’interesse è stato tanto che erano presenti pure dei membri del GLD (gruppo lavoro disostruzione) sia Umbro che Laziale.
Possiamo dire che funzionano bene e sono potenti.
I risultati delle prove sono disponibili a chiunque ne farà richiesta.
Abbiamo proposto di presentare i dati delle prove al prossimo convegno di Speleologia ma ancora i tempi non sono maturi per affrontare certe discussioni.
Vedi nella foto gallery alcuni momenti della giornata edl 12 Settembre.

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Siamo tornati dalla prima ricognizione a “Pozzo della Neve”, dove abbiamo provato le attrezzature da ripresa e i mezzi di illuminazione, sia dentro che fuori la grotta.

Un abisso di oltre mille metri di profondità che non ha ancora svelato tutti i suoi misteri. Un abisso che sta appassionando la nuova generazione di speleologi (noi compresi).

C’erano alcuni dei più forti e tenaci speleologi e spleleologhe d’Italia e l’occasione è stata quella del campo esplorativo che ogni anno viene organizzato nella bellissima foresta di faggi di Campochiaro nel Matese.

L’idea di girare un film-documentario su questo abisso ci è piacuta ed è piaciuta anche a loro che la stanno esplorando.

Una grotta così profonda che si trova in un posto così lontano dai consueti luoghi dove sono presenti i più famosi menomille d’Italia ha stimolato la fantasia degli autori di CultureSotterranee, che a breve realizzarà un trailer di un possibile  film-documentario.

Sarà un impresa non facile portare su e giù attrezzature e telecamere ma la cosa non ci spaventa.

In attesa del trailer vedi alcuni frammenti di girato che abbiamo realizzato per voi.

Visto l’interesse da parte di numerosi speleologi, l’incontro con la NONEX Italia per la dimostrazione pratica dell’uso delle cartucce di NONEX è stata spostata a Sabato 12 Settembre sempre a Terni. Per ulteriori informazioni sul luogo della dimostrazione contattare redazione@culturesotterranee.it

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