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	<title>CULTURE SOTTERRANEE &#187; Speleologia</title>
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	<description>Ricerca, esplorazione e documentazione</description>
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		<title>Speleonotte 2019 APUANE LUCIFUGUS</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jul 2019 13:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Esplorazione]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Speleologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel luogo più iconico della speleologia Italiana il prossimo 27 Luglio non si può mancare a Speleonotte APUANE LUCIFUGUS. Tra le più suggestive montagne del centro Italia, dove si sono svolte le più epiche esplorazioni speleologiche, una notte con proiezioni, racconti e aneddoti su quello che sarà il presente e futuro della nostra speleologia. Si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel luogo più iconico della speleologia Italiana il prossimo 27 Luglio non si può mancare a <strong><em>Speleonotte APUANE LUCIFUGUS.</em></strong></p>
<p>Tra le più suggestive montagne del centro Italia, dove si sono svolte le più epiche esplorazioni speleologiche, una notte con proiezioni, racconti e aneddoti su quello che sarà il presente e futuro della nostra speleologia.</p>
<p>Si avvicenderanno le leggende dell’esplorazione apuanica e si farà il punto sullo stato delle nuove scoperte.</p>
<p>Come da tradizione a raccontare saranno loro, i protagonisti del passato e del presente, dando spazio alle nuove prospettive esplorative  che si delineano, alla scoperta di questo incredibile dedalo di ambienti sotterranei, custoditi dentro queste antiche montagne.</p>
<p>Non mancare quindi a Speleonotte Apuane Lucifugus, Sabato 27 Luglio, presso il rifugio Val Serenaia località Minucciano.</p>
<p><em>Il rifugio Val Serenaia </em></p>
<p><em>.</em> <em><br />
Per chi vuole essere ospite presso il rifugio e cenare al prezzo convenzionato di 15 Euro prenotare al: </em></p>
<ul>
<li><em>Rifugio Val SERENAIA phone </em>+39 349 1424641 (Giovanna)</li>
</ul>
<p><em> </em></p>
<p><em>“I lucifugi sono insetti sociali polimorfi che fuggono alla luce , con circa 2000 specie che popolano varie regioni del globo. Sono diffusi in tutta Italia , scavano gallerie nel legno in decomposizione ma possono attaccare anche alberi, esseri viventi e provocare notevoli danni alle colture arboree.”</em></p>
<p><a href="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2019/07/Speleonotte_2019.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1724" src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2019/07/Speleonotte_2019-300x149.jpg" alt="speleonotte_2019" width="300" height="149" /></a></p>
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		<title>Speleonotte in spiaggia</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jul 2017 12:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[aug]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documentari]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Speleologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Grandi novità per l&#8217;edizione 2017 di Speleonotte, la notte dedicata alla speleologia. Quest&#8217;anno la Federazione Speleologica Pugliese in collaborazione con l&#8217;associazione Culture Sotterranee e lo stabilimento balneare &#8220;Bacino Grande&#8221; organizza per sabato 29 luglio a Porto Cesareo (LE), a partire dalle 22,00, Speleonotte Puglia 2017, presso lo stabilimento balneare Bacino Grande. Un momento di condivisione sia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Grandi novità per l&#8217;edizione 2017 di Speleonotte, la notte dedicata alla speleologia. Quest&#8217;anno la Federazione Speleologica Pugliese in collaborazione con l&#8217;associazione Culture Sotterranee e lo stabilimento balneare &#8220;Bacino Grande&#8221; organizza per sabato 29 luglio a Porto Cesareo (LE), a partire dalle 22,00, <strong>Speleonotte Puglia 2017,</strong> presso lo stabilimento balneare Bacino Grande. Un momento di condivisione sia per speleologi che per appassionati di esplorazioni e avventura, sia per semplici curiosi. Saranno i protagonisti della speleologia italiana che porteranno racconti, immagini e filmati dal mondo sotterraneo alla splendida cornice naturale della Spiaggia di Torre Lapillo.</p>
<p>Cerca l&#8217;evento su Facebook</p>
<p>https://www.facebook.com/events/285417221932205/</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2017/07/spelonotte-puglia-2017.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1677" src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2017/07/spelonotte-puglia-2017-300x214.jpg" alt="spelonotte-puglia-2017" width="300" height="214" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ogni grande esplorazione inizia con la Storia.</title>
		<link>https://www.culturesotterranee.it/2016/10/20/ogni-grande-esplorazione-inizia-con-la-storia/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 10:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[aug]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Speleologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Cesi è stato per circa due secoli centro d’interesse scientifico europeo per via dei fenomeni eolici delle sue grotte. Poi l’oblio. Sette mesi fa viene rinvenuta una lettera, la lettera 72, proveniente da una raccolta custodita in una biblioteca newyorkese. Essa contiene il resoconto esplorativo risalente al 1750 di una bellissima grotta. La relazione è dettagliatissima e ricca [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cesi è stato per circa due secoli centro d’interesse scientifico europeo per via dei fenomeni eolici delle sue grotte.</p>
<p>Poi l’oblio.</p>
<p>Sette mesi fa viene rinvenuta una lettera, <strong>la lettera 72</strong>, proveniente da una raccolta custodita in una biblioteca newyorkese. Essa contiene il resoconto esplorativo risalente al 1750 di una bellissima grotta. La relazione è dettagliatissima e ricca di umana meraviglia, la missiva descrive una grotta stupenda che si trova a Cesi di cui oggi si sono perse le tracce.<br />
Culture Sotterranee, in anteprima al prossimo raduno internazionale di Speleologia presenta il suo ultimo volume <strong>“Le Prigioni dei Venti – Storia ragionata delle grotte eoliche di Cesi”</strong> di <strong>Simona Menegon</strong> e a seguire <strong>“I Venti Sotterranei di Cesi”</strong> una lettura in forma di spettacolo della lettera 72, una ricostruzione emozionale dell’atmosfera esplorativa di tempi lontani, arrangiata da <strong>Max Goldoni e Letizia Tassi </strong>al violino.<br />
Non mancare! <strong>Domenica 30 Ottobre alle ore 21,30 in poi. Teatro Comunale Gustavo De Rentiis Lettomanoppello.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2016/10/Copertina-secondo-libro.jpg"><img class="alignright wp-image-1635" src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2016/10/Copertina-secondo-libro-1024x768.jpg" alt="Copertina secondo libro" width="635" height="477" /></a><a href="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2016/10/Letizia-1-e1476459706210.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1638 alignnone" src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2016/10/Letizia-1-e1476459706210-200x300.jpg" alt="Letizia 1" width="200" height="300" /><img class=" size-medium wp-image-1637 alignright" src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2016/10/Max-Goldoni-300x300.jpg" alt="Max Goldoni" width="300" height="300" /></a></strong></p>
<p>Letizia Tassi e Massimo Goldoni</p>
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		<title>Le ricerche su Cesi proseguono</title>
		<link>https://www.culturesotterranee.it/2016/08/06/le-ricerche-su-cesi-proseguono/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2016 15:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[aug]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Scoperte]]></category>
		<category><![CDATA[Speleologia]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; disponibile a questo link il download del volume &#8220;Il sistema carsico della montagna di Cesi &#8211; Laboratorio di meteorologia ipogea&#8221; l&#8217;ultima pubblicazione dell&#8217;Associazione Culture Sotterranee e Lucio di Matteo del Dip. Fisica e Geologia dell&#8217;Università di Perugia, un progetto di ricerca finanziato dalla Fondazione CARIT di Terni. Non si fermano però le nuove scoperte, sia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2016/08/Schermata-08-2457607-alle-17.39.40.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1624" src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2016/08/Schermata-08-2457607-alle-17.39.40-300x86.png" alt="Schermata 08-2457607 alle 17.39.40" width="300" height="86" /></a>E&#8217; disponibile a questo<span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2016/06/Sistema-carsico-Cesi.pdf"> link </a></span>il download del volume &#8220;<strong>Il sistema carsico della montagna di Cesi &#8211; Laboratorio di meteorologia ipogea</strong>&#8221; l&#8217;ultima pubblicazione dell&#8217;Associazione Culture Sotterranee e Lucio di Matteo del Dip. Fisica e Geologia dell&#8217;Università di Perugia, un progetto di ricerca finanziato dalla Fondazione CARIT di Terni.</p>
<p>Non si fermano però le nuove scoperte, sia sul fronte degli scavi, sia nell&#8217;ambito della ricerca sui documenti storici che riguardano il paese di Cesi.</p>
<p>Proseguono infatti con scoperte e promettenti indizi le nuove esplorazioni sul territorio intorno a Cesi (la recente Grotta del Sasso, zona Carsulae, scoperta da V.Danieli, P.Forconi e L.Russo), ma soprattutto continuano ad emergere dai documenti d&#8217;epoca,  notizie che gettano nuova luce sul sistema carsico di questa frazione di Terni, soprattutto all&#8217;interno del centro abitato.</p>
<p>Nella prima fase della ricerca, riportata nei suoi tratti essenziali nel primo capitolo del libro, è emerso come Cesi sia stata in passato punto di riferimento europeo della ricerca scientifica sulle circolazioni d&#8217;aria ipogee.</p>
<p>I venti sotterranei di Cesi, citati da Andrea Bacci già nel 1571, dal XVII secolo in poi hanno attirato in questo paese personalità scientifiche, tra cui, Athanasius Kircher 1665 e nel 1773 Horace-Bénedict de Saussure, alpinista e scienziato che ha effettuato la prima misura di temperatura in grotta e molti altri che si sono susseguiti.</p>
<p>Insomma questo minuscolo paesino vicino Terni ha incuriosito generazioni di studiosi di tutta Europa, tra cui il filosofo Immanuel Kant che cita in un suo trattato di Geografia Fisica, i venti sotterranei di Cesi e portato viaggiatori stranieri a fare sosta qui per visitare le famose &#8220;prigioni dei venti&#8221;, ossia grotte con fortissime circolazioni d&#8217;aria, la cui collocazione esatta oggi non è ancora conosciuta.</p>
<p>In questa seconda fase della ricerca, tuttora in corso, sono emerse testimonianze che fanno dedurre che sotto le case di Cesi ci sia più di quanto si pensi oggi. Descrizioni d&#8217;epoca dettagliate, concordi fra di loro ma che non coincidono con quanto si sa attualmente, fanno ipotizzare con qualche ragione, che nel tempo sia sia persa la memoria di grotte e cavità, che, oltre alla famosa Grotta Eolia, costituivano motivo di attrazione per il paese. Il libro cartaceo è stato presentato l 11 Giugno a Carsulae di Terni, e verrà nuovamente presentato a Strisciando 2016, il prossimo raduno di speleologia che si terrà a <strong>Lettomanopello</strong> in Abruzzo per il ponte dei morti. In quell&#8217;occasione verrà letta integralmente una lettera risalente al 1750 e rinvenuta in un antico libro custodito in una biblioteca a New York, che costituisce il primo resoconto esplorativo dell&#8217;introvabile &#8220;Prigione dei venti&#8221;  la famosa grotta di Cesi di cui oggi si sono perse le tracce. Buona Lettura.</p>
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		<title>Una nuova prospettiva per il sistema carsico di Cesi</title>
		<link>https://www.culturesotterranee.it/2016/05/04/le-prigioni-dei-venti-una-nuova-prospettiva-per-il-sistema-carsico-di-cesi/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2016 15:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documentari]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Speleologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sta per uscire il libro “Il sistema carsico della “Montagna di Cesi” &#8211; laboratorio di meteorologia ipogea”, frutto del lavoro dell’Associazione Culture Sotterranee, con la collaborazione del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia e il sostegno della Fodazione Carit. La pubblicazione esce a conclusione di un progetto di ricerca partito nel 2014 che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sta per uscire il libro “Il sistema carsico della “Montagna di Cesi” &#8211; laboratorio di meteorologia ipogea”, frutto del lavoro dell’Associazione Culture Sotterranee, con la collaborazione del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia e il sostegno della Fodazione Carit. La pubblicazione esce a conclusione di un progetto di ricerca partito nel 2014 che prevedeva il monitoraggio in continuo per almeno un anno di temperatura ed umidità in alcune grotte significative del massiccio di Cesi e misure di flusso dell’aria in uscita ed entrata dalle cavità. I risultati del lavoro rappresentano un importante passo avanti nella comprensione delle circolazioni d’aria nel sistema carsico cesano. Un&#8217;accurata e rigorosa ricerca sui documenti storici, portata avanti in parallelo, ha mostrato come in effetti il lavoro si ponga sulla scia di un interesse scientifico nei confronti delle grotte di Cesi che è testimoniato fin dal 1500. Le forti correnti d’aria che caratterizzano queste cavità hanno stimolato nei secoli scienziati e viaggiatori, che hanno lasciato memorabili resoconti di esplorazioni in grotte cesane e dettagliate misure termiche; la prima fu fatta nel 1773.<br />
È attestato che le grotte di Cesi godevano di fama internazionale, venivano considerate tappa importante per viaggiatori di tutta Europa, attirati anche dalla particolarità delle canalizzazioni dell’aria costruite per rinfrescare le case, e punto di riferimento per gli studiosi che si cimentavano nell’affrontare l’argomento dei venti sotterranei, su qu<a href="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2016/05/image2.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1599" src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2016/05/image2-300x300.jpeg" alt="image" width="300" height="300" /></a>est’ultimo tema e’ stato ritrovato in un un antico libro del 1250, un affascinante tentativo di spiegare la fenomenologia delle correnti d’aria, nonché un interessante spunto di discussione sul progresso della percezione e l’interpretazione dei fenomeni eolici dal medioevo ad oggi.<br />
Inoltre le descrizioni dettagliate che si trovano, per posizione e morfologie riportate, fanno pensare che di alcune delle grotte si siano con il tempo perse le tracce, forse a causa di frane che possono averne occluso gli ingressi. Da tutto il libro emergono quindi stimolanti spunti per nuove ricerche, mettendo insieme i risultati ottenuti con gli indizi provenienti dal passato si può affrontare l’enigma delle “Prigione dei Venti” di Cesi con una prospettiva nuova e costruttiva.</p>
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		<title>Come respirano le grotte della montagna di Cesi</title>
		<link>https://www.culturesotterranee.it/2015/06/23/come-respirano-le-grotte-della-montagna-di-cesi/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 20:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[aug]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Speleologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ambito del progetto realizzato con il contributo dalla Fondazione CARIT “L’ambiente ipogeo della Montagna di Cesi: laboratorio di ricerca per rilievi termo-igrometrici&#8221; e dei flussi d’aria, l’Associazione Culture Sotterrane di Terni, sta portando avanti il monitoraggio della temperatura, dell’umidità e della velocità del flusso d’aria in alcune delle cavità carsiche più importanti del sistema, con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2015/06/217-Copia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1568" src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2015/06/217-Copia-169x300.jpg" alt="217 - Copia" width="169" height="300" /></a> <a href="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2015/06/221-Copia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1569" src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2015/06/221-Copia-169x300.jpg" alt="221 - Copia" width="169" height="300" /></a>Nell’ambito del progetto realizzato con il contributo dalla Fondazione CARIT “L’ambiente ipogeo della Montagna di Cesi: laboratorio di ricerca per rilievi termo-igrometrici&#8221; e dei flussi d’aria, l’Associazione Culture Sotterrane di Terni, sta portando avanti il monitoraggio della temperatura, dell’umidità e della velocità del flusso d’aria in alcune delle cavità carsiche più importanti del sistema, con la collaborazione del Dr. Lucio Di Matteo del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia. Lo studio delle inversioni termiche unite alla misure di portata dei flussi d’aria saranno utili all’elaborazione di un modello concettuale esplicativo delle circolazioni d’aria all’interno della montagna di Cesi (indicatori della possibile estensione e interconnessione del complesso di cavità), dando spunti per successive esplorazioni speleologiche. Lo studio è il primo mai realizzato su tali tematiche nel territorio cesano. Nell’ottica di preservare il sistema carsico e di farlo conoscere al pubblico è in corso la realizzazione un documentario divulgativo che raccoglie le varie fasi della ricerca con riprese e fotografie delle grotte, di notevole bellezza da presentare alla cittadinanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<fb:like href='https://www.culturesotterranee.it/2015/06/23/come-respirano-le-grotte-della-montagna-di-cesi/' send='true' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida grande'></fb:like>]]></content:encoded>
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		<title>SPELEOLOGIA ERETICA: L&#8217;altra via</title>
		<link>https://www.culturesotterranee.it/2015/04/30/speleologia-eretica-laltra-via/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 12:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[aug]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Documentari]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Speleologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Esiste la speleologia eretica? Io credo di sì e credo che esistano molti speleologi che sono degli eretici senza saperlo. Il termine eretico non viene preso per caso ma viene mutuato dal significato che aveva nel passato, prima che fosse usato come dispregiativo. Gli eretici erano minoranze che mettevano in dubbio alcuni dei principi fondanti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste la speleologia eretica? Io credo di sì e credo che esistano molti speleologi che sono degli eretici senza saperlo.<br />
Il termine eretico non viene preso per caso ma viene mutuato dal significato che aveva nel passato, prima che fosse usato come dispregiativo.<br />
Gli eretici erano minoranze che mettevano in dubbio alcuni dei principi fondanti o delle verità rivelate nei dogmi di fede, un movimento deviante ma appartenente però alla stessa tradizione religiosa.<br />
Gli eretici non erano fuori ma dentro.<br />
Essi divergevano dalle opinioni e dalle ideologie comuni accettate dalla comunità di cui facevano parte.<br />
l’Eretico si riservava la scelta non l’accettazione.<br />
Nella speleologia italiana molti sono stati inconsapevolmente eretici, Individui che con il proprio pensiero o semplicemente con il proprio modus operandi si sono opposti ai dogmi o semplicemente a logiche provenienti dalla tradizione tribale dei gruppi e/o associazioni a cui appartenevano, proponendo delle alternative.<br />
Insomma gli eretici come gli speleo sono degli esploratori.<br />
Il termine eretico non possedeva, originariamente, alcuna caratteristica denigratoria, solo nel XIII secolo Tommaso d’Aquino definirà l&#8217;eresia «una forma d&#8217;infedeltà» che corrompe la dottrina e porta turbamento nelle anime dei fedeli.<br />
Un turbamento derivato dal fatto che l’eretico è testimone vivente della possibilità di un altro pensiero, di un’altra vita fuori dagli schemi imposti dall’ordine costituito.<br />
In passato, nel nostro mondo speleologico quelli che venivano considerati eretici, venivano chiamati “cani sciolti”, una sorta di rinnegato, oggi paradossalmente quel nome identifica e corrisponde ad un individuo che è uno degli esploratori più fattivi del momento.<br />
Nella speleologia l’eresia è talvolta il desiderio di maggiore libertà di pensiero, a volte è portatrice di altri dogmi e verità assolute, ma sempre in un contesto speleologico, dove proprio per questo, viene accanitamente combattuta perché rappresenta un&#8217;altra via possibile.<br />
Da queste considerazioni nasce quindi Speleo Eretica, l’altra via possibile, un luogo dove gli speleo si possono ritrovare e proporre le loro idee, le loro immagini, il loro mondo che come poi ha dimostrato la storia, diventerà anche un po’ il nostro mondo.<br />
Sì perché l’eretico è ed è stato il più grande innovatore e riformatore del dogma a cui era sottoposto, pagandone però un prezzo altissimo. E se oggi è possibile parlare e scrivere liberamente di questi argomenti è anche grazie anche a loro.</p>
<p><img src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2015/04/Speleo-Eretica-fronte.jpg" alt="" width="787" height="389" /></p>
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		<title>Esplorazione del sifone terminale dell&#8217;Abisso Roversi</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2014 10:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[aug]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Speleologia]]></category>
		<category><![CDATA[Abisso roversi]]></category>
		<category><![CDATA[esplorazione]]></category>
		<category><![CDATA[l]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Pedrali]]></category>
		<category><![CDATA[sifone terminale]]></category>
		<category><![CDATA[Speleo Mannari]]></category>
		<category><![CDATA[speleosub]]></category>

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		<description><![CDATA[Fervono i preparativi per quella che si sta prefigurando come l’esplorazione speleologica italiana più impegnativa del 2014. Infatti il gruppo di speleologi toscani gli Speleo Mannari insieme allo speleolsub Luca Pedrali, che già insieme hanno esplorato il sifone terminale dell’abbisso Satanachia (-1035mt), si vedranno il prossimo 25-26 e 27 Luglio per iniziare le operazioni d’armo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fervono i preparativi per quella che si sta prefigurando come l’esplorazione speleologica italiana più impegnativa del 2014.</p>
<p>Infatti il gruppo di speleologi toscani gli Speleo Mannari insieme allo speleolsub Luca Pedrali, che già insieme hanno esplorato il sifone terminale dell’abbisso Satanachia (-1035mt), si vedranno il prossimo 25-26 e 27 Luglio per iniziare le operazioni d’armo della più profonda grotta Italiana; l’abisso Roversi, che con i suoi -1350 metri di profondità nasconde nelle sue viscere il sifone terminale che ad oggi non è stato mai esplorato. L’imponenza dell’operazione è facilmente immaginabile infatti gli speleologi oltre al materiale d’armo, corde e moschettoni, dovrà trasportare le attrezzature per l’immersione dello spelo sub il quale dal momento in cui si immerge proseguirà da solo verso l’ignoto.</p>
<p>Culture Sotterranee è lo sponsor di questa esplorazione e saremo presenti con le nostre telecamere a documentare le varie operazioni.</p>
<p><img src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2014/07/luca.jpg" alt="" /></p>
<p><img src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2014/07/roversi.jpg" alt="" /></p>
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		<title>Esperimenti di telefonia ipogea alla grotta del Pretaro</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jun 2013 23:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[aug]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Speleologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Attenzione speleologi afflitti da madri iperprotettive o perseguitati da mogli/mariti gelosi: da oggi non potrete più ripetere, mentre sgattaiolate fuori di casa con sacchi pieni di attrezzatura generalmente maleodorante, “in grotta non si può telefonare ti chiamo io quando esco”! Al di là degli scherzi, il 1 giugno, nella grotta del Pretaro a Montebuono (RI), [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Attenzione speleologi afflitti da madri iperprotettive o perseguitati da mogli/mariti gelosi: da oggi non potrete più ripetere, mentre sgattaiolate fuori di casa con sacchi pieni di attrezzatura generalmente maleodorante, “in grotta non si può telefonare ti chiamo io quando esco”!</p>
<p>Al di là degli scherzi, il 1 giugno, nella grotta del Pretaro a Montebuono (RI), si è svolta con successo la prima sperimentazione di un sistema di telefonia ipogea su rete GSM.<br />
Protagonista dell’impresa è il grande esperto di telecomunicazioni e neospeleologo Fabrizio Marincola, che ha messo a punto un innovativo sistema che permette telefonare dall’interno delle grotte a qualsiasi telefono fisso o cellulare all’esterno.<br />
Si tratta di una “scatola magica” che contiene un’interfaccia telefonica alla rete GSM, che va piazzata all’esterno della grotta, a condizione che ci sia presenza di campo GSM. A questa scatola va collegato un cavo che deve essere steso in grotta. Questo cavo può essere il comune doppino telefonico, oppure, come nel nostro caso, un cavo coassiale che viene usato anche come ponte radio, permettendo così anche la comunicazione via radio in qualsiasi punto della grotta, grazie a un altro “marchingegno” pensato dal solito Marincola.<br />
Al cavo va poi collegato in qualsiasi punto un comune telefono domestico per poter comunicare con chiunque all’esterno.<br />
Sabato 1 giugno ci siamo trovati a Montebuono per verificare il tutto, con Fabrizio all’esterno, e la squadra che è entrata in grotta, composta da Fabrizio Toso (Bibbo), Giuseppe Paolini, Augusto Rossi e Simona Menegon.<br />
Arrivati alla storica sala UTEC, svolte le semplicissime operazioni di collegamento, con emozione abbiamo provato a comporre il primo numero e ….uau… funziona!!! A quel punto ci siamo fatti prendere la mano e abbiamo telefonato a molti amici che stentavano a credere alle loro orecchie, e forse qualcuno neanche ci crede ancora! Ci siamo fatti richiamare, e sentire il telefono squillare in grotta è veramente un’esperienza “straniante”.<br />
Ma a parte le facile battute tipo “è finita la tranquillità pure in grotta”, è inevitabile pensare ai possibili utilizzi di questo sistema nelle operazioni di soccorso, in cui la tempestività delle comunicazioni può risultare vitale, per quanto la comunità speleologica sia a volte poco incline alle novità tecnologiche.<br />
Se volete saperne di più sui dettagli tecnici accorrete a Speleonotte, il 13 luglio a S.Erasmo di Cesi, dove Fabrizio presenterà il suo sistema.</p>
<p>P.S. Nessuna grotta è stata maltrattata o ha subito sofferenza per la realizzazione dell’esperimento e del video collegato. Per chi pensa che il problema sia essenzialmente estetico, confermiamo che il cavo steso in grotta, a differenza di molte altre cose che giacciono dimenticate all’interno del Pretaro, verrà sicuramente rimosso, visto anche che costato un po’ di euretti e comunque verranno avvisati prima via telefono ☺</p>
<p>Clicca qui per vedere il simpatico video girato durante l&#8217;esperimento.</p>
<p><a href="http://youtu.be/X5NG-E5UNVM">Telefonata dalla grotta del Pretaro a Montebuono di Rieti</a></p>
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		<title>Le comunicazioni radio in grotta sono ora una realtà</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2013 09:16:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[aug]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Speleologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si tratta di una ingegnosa applicazione in chiave speleologica inventata dal neo-speleologo e radioamatore (I0HCJ) italiano Fabrizio Marincola che si basa su di un metodo di propagazione delle onde radio su cavo anziché antenna. Esso è lo stesso principio in cui le onde radio dei telefoni GSM vengono ripetute in galleria, trasportate su uno speciale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span style="mso-ansi-language: IT;">Si tratta di una ingegnosa applicazione in chiave speleologica inventata dal neo-speleologo e radioamatore <strong>(I0HCJ)</strong> italiano <strong>Fabrizio Marincola</strong> che si basa su di un metodo di propagazione delle onde radio su cavo anziché antenna. Esso è lo stesso principio in cui le onde radio dei telefoni GSM vengono ripetute in galleria, trasportate su uno speciale cavo chiamato &#8221; fessurato&#8221; posto all’interno del tunnel.L’applicazione di Fabrizio è la traduzione in chiave economica dello stesso principio.Questo sistema era già stato sperimentato con successo in alcune grotte nel centro Italia (vedi il video dei Cani Sciolti qui: </span><span lang="EN-GB"><a title="http://www.youtube.com/watch?v=DQXrZgUNi1g" href="http://www.youtube.com/watch?v=DQXrZgUNi1g"><span style="mso-ansi-language: IT;" lang="IT">http://www.youtube.com/watch?v=DQXrZgUNi1g</span></a></span><span style="mso-ansi-language: IT;">  ) ma la consacrazione è avvenuta con il meritato articolo che gli <strong>speleologi inglesi del CREG</strong> gli hanno dedicato nella loro rivista ufficiale, (<a title="CREG JOURNAL article" href="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2013/05/PDF-articolo-F-MARINCOLA.pdf">leggi qui</a>). Fabrizio Marincola ed il <strong>GSS di Magliano Sabina</strong> hanno dato vita ad una installazione sperimentale nella <strong>grotta del Pretaro a Montebuono (Rieti)</strong> dove è possibile vedere e provare per 300 metri all&#8217;interno della grotta il marchingegno in funzione. Per i più curiosi e tecnologici possiamo dire che il sistema prevede la posa in grotta di un semplice ed economico cavo coassiale<span style="color: red;"> </span>d’antenna  dello stesso tipo di quello che si usa per collegare la parabola al ricevitore satellitare o al decoder TV. L’installazione è semplice e veloce poiché si tratta di srotolare il cavo lungo la cavità, anche in ambiente sommerso e collegare l&#8217;inizio del cavo ad un piccolo ponte radio portatile alimentato a batteria. A questo punto il gioco è fatto: qualsiasi radio di tipo VHF commerciale, permetterà a tutti gli speleo muniti di radio di parlare tra loro dentro la grotta e nelle vicinanze del ponte radio fuori della grotta. Pensate solo i vantaggi che si potrebbero avere nelle operazioni di recupero durante un soccorso. Avere a disposizione una piccola radio portatile con la quale potete comunicare alle squadre di avamposto lo stato delle le operazioni di recupero senza dovervi portare dietro il telefono a filo, non è cosa da poco. Per chi vorrà conoscere Fabrizio e vedere anche in anteprima l’evoluzione del sistema (anticipiamo sarà una rivoluzione) può venire a <strong>SPELEONOTTE 2013 a Sant’Erasmo di Cesi il prossimo 13 Luglio</strong>, un&#8217; intera notte dedicata ai documentari e storie di gente normalmente straordinaria come Fabrizio.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="mso-ansi-language: IT;">Per chi vuole saperne di più il sito di Fabrizio Marincola è: </span><span lang="EN-GB"><a title="http://digilander.libero.it/i0hcj/" href="http://digilander.libero.it/i0hcj/" target="_blank"><span style="mso-ansi-language: IT;" lang="IT">http://digilander.libero.it/i0hcj/</span></a></span><span style="mso-ansi-language: IT;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><img src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2013/05/CREG-PAGE-1.jpg" alt="Cave Radio Electronics Group JOURNAL" width="437" height="628" /></p>
<p class="MsoNormal"><img title="LOW COST LEAKY FEEDER CAVE RADIO" src="http://www.culturesotterranee.it/wp-content/uploads/2013/05/CREG-PAGE-2.jpg" alt="" width="427" height="625" /></p>
<fb:like href='https://www.culturesotterranee.it/2013/05/28/le-comunicazioni-radio-in-grotta-sono-ora-una-realta/' send='true' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida grande'></fb:like>]]></content:encoded>
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